Influenza: tra epidemie stagionali e pandemie

Foto di Cynthia Goldsmith, fornita da CDC/ Dr. Erskine. L. Palmer; Dr. M. L. Martin, Dominio Pubblico, tramite Wikimedia Commons

Nei primi mesi del 2020, quando la diffusione del SARS-CoV-2 era evidente ma ancora non se ne conoscevano le conseguenze, qualcuno cercava di minimizzare la situazione con le parole “è una banale influenza”.

In realtà l’influenza non è banale: è un’infezione virale delle vie respiratorie da cui possiamo proteggerci grazie a un vaccino prodotto ogni anno in base alle caratteristiche dei ceppi in circolazione.

Senza dubbio le epidemie di influenza stagionale oggigiorno non fanno tanta paura come invece accadeva fino alla metà del secolo scorso. Non perché il virus sia meno aggressivo, ma perché le condizioni di vita sono migliorate negli anni fornendoci strumenti più efficienti per contrastare il virus:

  • Migliori condizioni igieniche
  • Disponibilità di vaccini stagionali
  • Disponibilità di farmaci e assistenza medica per i casi più gravi.

Per capire la serietà di questa infezione è necessario conoscere le caratteristiche del virus.

Si tratta di un virus a RNA, di cui si conoscono quattro tipi chiamati A, B, C e D; i primi due sono quelli responsabili delle epidemie annuali, C causa solo lievi sintomi, mentre D sembra non essere in grado di infettare l’uomo.

Il virus di tipo A (IAV) è a sua volta suddiviso in sottotipi in base a differenze nelle proteine emoagglutinina (H o HA) e neuroamminidasi (N o NA). Queste proteine sono molto importanti dal nostro punto di vista perché sono esposte sulla superficie del virus, mediano l’ingresso del virus e la diffusione di nuove particele virali dalle cellule infettate e possono essere riconosciute dagli anticorpi. Il virus è dotato di 10 proteine essenziali e di numerose proteine accessorie specifiche dei diversi sottotipi.

Schema di una particella di Influenza Virus di tipo A (immagine presa da http://www.expasy.org/viralzone, SIB Swiss Institute of Bioinformatics)

Il virus dell’influenza è capace di mutare abbastanza rapidamente secondo un fenomeno chiamato deriva antigenica, per cui le difese immunitarie che produciamo dopo la vaccinazione (anticorpi) con molta probabilità non saranno in grado di riconoscere il virus tra un anno. Per questo è consigliato vaccinarsi annualmente e non basta una sola somministrazione nella vita come per altre malattie infettive. Inoltre, il genoma dei virus di tipo A e B è formato da 8 segmenti di RNA, che si possono riassortire tra loro, aumentando la variabilità delle proteine prodotte (spostamento antigenico); ciò è particolarmente importante per la proteina H di IAV. Nessun altro patogeno umano evolve così rapidamente come il virus dell’influenza.

Normalmente più tipi e sottotipi del virus dell’influenza circolano contemporaneamente, e il vaccino annuale è in genere diretto contro due ceppi del tipo A e contro il tipo B.

IAV ha come serbatoio naturale gli uccelli acquatici e può essere trasmesso tra l’uomo e diverse specie animali, come successe nei casi dell’influenza aviaria e suina di cui ho parlato brevemente in questo post, e può potenzialmente causare pandemie come risultato del salto di specie in seguito a riassortimento e spostamento antigenico. Il virus dell’influenza di tipo B (IBV) è invece specifico per gli esseri umani e non infetta altre specie.

Ci sono state 3 pandemie di influenza A nel secolo scorso (1918 – “influenza spagnola”, 1957/58 – “influenza asiatica”, 1968) e una poco più di 10 anni fa, nel 2009. Quest’ultima si originò in Messico e fu rapidamente arginata grazie allo sviluppo tempestivo di un vaccino specifico ed efficace, ma nonostante ciò causò la morte di 200.000 persone (tra cui molti giovani e individui non inclusi nelle categorie solitamente considerate a rischio) rendendo evidente che una pandemia può insorgere in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo.

Per quanto riguarda le epidemie stagionali, il 75% delle infezioni sono solitamente asintomatiche.

Negli altri casi l’infezione si manifesta rapidamente con febbre, tosse, malessere, mal di testa e dolori muscolari, e raffreddore. La morte delle cellule infettate indebolisce le mucose delle vie aeree, che diventano così più suscettibili ad altre infezioni. Inoltre l’infiammazione causata dal virus provoca tosse e starnuti che espellono una grande quantità di particelle virali capaci di infettare altre persone.

Quando all’infezione virale si sovrappone un’infezione batterica, la malattia che ne risulta è più grave; la conseguenza più comune è la polmonite, e nei casi più severi anche miocarditi ed encefaliti che possono essere fatali.

Come altre infezioni delle vie respiratorie, il virus dell’influenza viene trasmesso tramite droplets, e il contagio può avvenire anche mediante contatto con oggetti contaminati. Si tratta di un virus altamente contagioso che può diffondersi rapidamente da persona a persona. Per questo le norme igieniche di base sono fondamentali per prevenire l’infezione: lavarsi spesso le mani, coprirsi la bocca quando si tossisce o starnutisce, evitare il contatto con soggetti sintomatici e isolarsi quando si è malati.

Si stima che l’influenza stagionale colpisca ogni anno tra i 2 e i 5 milioni di persone, causando la morte di 250.000-500.000 persone.

Quanto è importante vaccinarsi contro l’influenza stagionale nel contesto della pandemia da SARS-CoV-2? Nella situazione attuale vaccinarsi è ancora più necessario, e i benefici che ne derivano sono sia individuali che collettivi:

  1. Limita la circolazione di IAV e IBV nella popolazione e contribuisce all’immunità di gruppo contro Influenza virus (valido sempre, con o senza SARS-CoV-2)
  2. Evita la doppia infezione che potrebbe causare una malattia con sintomi molto gravi e conseguenze che al momento non conosciamo
  3. Facilita la diagnosi di COVD-19: i sintomi iniziali sono simili per entrambe le infezioni, se si è vaccinati contro l’influenza si può escludere con alta probabilità questa infezione
  4. Evita la saturazione degli ospedali dovuta ai casi gravi di influenza, garantendo posti letto e assistenza per i casi di COVID-19.

(Per saperne di più su come funzionano i vaccini cliccate qui)

Bibliografia

Influenza A Virus Cell Entry, Replication, Virion Assembly and Movement,Dou D. et al., Frontiers in Immunology 2018, https://doi.org/10.3389/fimmu.2018.01581

Novel Influenza D virus: Epidemiology, pathology, evolution and biological characteristics, Shuo Su et al., Virulence 2017 https://doi.org/10.1080/21505594.2017.1365216

Two Years after Pandemic Influenza A/2009/H1N1: What Have We Learned?, Cheng V. et al., Clinical Microbiology Reviews 2012, https://doi:10.1128/CMR.05012-11

Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie https://www.ecdc.europa.eu/en/seasonal-influenza/facts/factsheet

Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie (USA) https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/index.htm

Oragnizzazione Mondiale della Sanità https://www.who.int/influenza/en/

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