I vaccini di Pfizer e Moderna: risultati promettenti in tempi record

Dall’inizio della pandemia abbiamo riposto le nostre speranze in un vaccino che potesse liberarci dall’incubo del virus e farci ritornare alla “normalità”, alle abitudini che abbiamo dovuto mettere da parte insieme alla spensieratezza della vita quotidiana.

Già il 16 marzo, pochi giorni dopo la dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la compagnia biotecnologia Moderna annunciò l’inizio del primo test clinico di fase 1 per testare la sicurezza del suo vaccino candidato, prevedendo che, in caso di esito positivo, esso sarebbe potuto essere disponibile sul mercato in 12-18 mesi.

Il 16 novembre, la stessa compagnia ha comunicato che i primi risultati del test clinico di fase 3 rivelano un’efficacia del 94.5% dopo due settimane dalla somministrazione della seconda dose del vaccino.

Due giorni dopo, un’altra compagnia farmaceutica, Pfizer, comunicava risultati preliminari del test clinico di fase 3 sul proprio vaccino candidato, riportando un’efficacia del 94% dopo 28 giorni dalla somministrazione della prima dose.

Come funzionano questi vaccini? E come è stato possibile avere i primi risultati in tempi così brevi?

In entrambi i casi si tratta di vaccini a mRNA, che sfruttano una tecnologia diversa e più recente rispetto ai vaccini usati sinora contro altre malattie infettive.

I vaccini “tradizionali” si basano sull’agente patogeno inattivato o attenuato e quindi richiedono che questo venga coltivato e prodotto in grandi quantità, oppure su proteine del microorganismo, o porzioni di esse, che devono essere prodotto e purificate.

Nel caso dei vaccini di Pfizer e Moderna, invece, ciò che viene somministrato è un frammento di RNA che porta con sé le istruzioni per produrre la proteina S di SARS-CoV-2. Dopo l’iniezione, l’RNA viene incorporato dalla cellule che iniziano a produrre la proteina e a presentarla ai linfociti B e T del sistema immunitario.

La proteina S da sola non causa nessuna malattia e non è dannosa per le cellule che la producono; inoltre l’RNA introdotto con il vaccino resta nella cellula per un breve lasso di tempo, e la proteina viene prodotta ed esposta solo temporaneamente, dopo di che sia l’RNA che la proteina S vengono degradate dalla cellula.

Se un individuo vaccinato entra in contatto con il virus SARS-CoV-2, i suoi linfociti riconosceranno immediatamente la proteina S e saranno pronti per attaccare il virus perché sono stati precedentemente istruiti a farlo dal vaccino.

Con questa tecnologia è come se le nostre stesse cellule producessero il vaccino: non c’è bisogno di far produrre la proteina virale a cellule o batteri in coltura e di purificarla, così come non sono necessari i passaggi di coltura, inattivazione e purificazione che fanno parte della produzione di vaccini basati su microorganismi interi.

I passaggi necessari per produrre un vaccino a RNA sono la sintesi della sequenza di nucleotidi (A, U, C, G) con cui sono scritte le istruzioni per la cellula, e la produzione di un involucro lipidico in cui l’RNA viene inserito in modo che per le cellule sia più semplice inglobarlo. È per questo motivo che le due aziende sono state capaci di ridurre così tanto i tempi e di avere i primi risultati sull’efficacia dei loro vaccini in meno di un anno dall’inizio della pandemia.

(Per avere più dettagli su come funzionano i vaccini cliccate qui, se invece volete sapere come si producono le proteine a partire da DNA e RNA cliccate qui).

Immagine: “Doctor writing Covid-19 Vaccine Loading” di focusonmore.com, licenza CC BY 2.0.

Bibliografia

Comunicato stampa di Moderna: https://investors.modernatx.com/news-releases/news-release-details/modernas-covid-19-vaccine-candidate-meets-its-primary-efficacy

Comunicato stampa di Pfeizer: https://www.pfizer.com/news/press-release/press-release-detail/pfizer-and-biontech-conclude-phase-3-study-covid-19-vaccine

Video esplicativo di Moderna su YouTube (in Inglese): https://youtu.be/qJlP91xjvsQ

mRNA vaccines — a new era in vaccinology, Pardi N. et al., Nature Reviews Drug Discovery, 2018, https://doi.org/10.1038/nrd.2017.243

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