Florence Nightingale: una pioniera dell’epidemiologia e del controllo delle malattie infettive

Nightingale's rose chart on the causes of death

Florence Nightingale era un’infermiera dell’Inghilterra vittoriana, anzi sarebbe meglio dire che fu la prima vera infermiera. Fu lei infatti a definire l’infermieristica come professione (all’epoca e per molti anni riservata unicamente alle donne) e a codificarne principi e regole nel suo saggio Notes on nursing for the labouring classes (1868).

Nata in una famiglia dell’alta borghesia, come molte ragazze della sua classe sociale, si dedicava ad attività caritatevoli, tra cui l’assistenza ai malati. Inizialmente lavorò come volontaria in un piccolo ospedale londinese accumulando esperienza nella gestione e assistenza ai malati, ma la svolta avvenne durante la Guerra di Crimea (1853-1856) quando fu autorizzata a recarsi all’ospedale militare di Scutari, in Turchia, a capo di un gruppo di infermiere.

Dotata di un forte spirito di osservazione e attenzione ai dettagli, si rese conto che nella maggior parte dei casi i soldati morivano non per le conseguenze delle ferite di guerra, ma a causa di malattie contratte nell’ospedale stesso. Mise in atto un sistema di osservazione e raccolta dettagliata di informazioni quotidiane per ogni soldato che si trovasse nell’ospedale, tenendo traccia di sintomi, reazioni alle cure e modalità e tempi dei decessi. In Notes on Nursing scrisse che la caratteristica più importante dell’infermiera è l’abilità di osservare e riportare cambiamenti nelle condizioni dei pazienti. Fu quindi la prima ad applicare il metodo scientifico e la statistica in questo contesto.

Elaborò un nuovo tipo di grafico chiamato a rosa o coxcomb, l’antenato del grafico a torta che tutti conosciamo, in cui rappresentò “le cause di morte nell’esercito in Oriente”.

All’epoca la teoria dei germi (secondo cui le malattie vengono trasmesse dai microbi) non era ancora diffusa, e si riteneva che le malattie fossero trasmesse attraverso aria insalubre contenente particelle velenose (teoria dei miasmi). Nightingale si rese conto che sovraffollamento, scarsa ventilazione e mancanza di igiene erano la cause principale dei decessi che avvenivano nell’ospedale. Riorganizzò la disposizione dei letti, e diede alle sue infermiere istruzioni precise su come e con quale frequenza dovessero lavarsi le mani; si impegnò affinché i bendaggi e le coperte venissero lavati tra un paziente e l’altro.

Secondo Nightingale, le condizioni ambientali erano fondamentali nel determinare lo stato di salute dei pazienti, identificando come fattori principali la presenza di acqua pulita, aria pura, luce, igiene e un sistema fognario efficiente. Le innovazioni da lei introdotte contribuirono a far diminuire del 20% la mortalità tra i soldati.

Basandosi sull’esperienza nella Guerra di Crimea e in altri ospedali, scrisse il saggio Notes on Hospitals (1863) in cui descriveva la struttura ideale degli ospedali, ovvero con padiglioni che si diramano da un corridoio centrale per massimizzare luminosità e ventilazione, e minimizzare il contatto tra pazienti affetti da malattie diverse. Questa struttura fu per anni il modello sui cui si basò la costruzione di molti ospedali.

La sua passione e capacità per la matematica e la statistica la portò ad essere la prima donna ammessa nella Royal Statistiscal Society nel 1858.

Il contributo di Florence Nightingale alla statistica, epidemiologia, e controllo delle malattie infettive è stato talmente importante che l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di proclamare il 2020, bicentenario della sua nascita, Anno Internazionale dell’Infermiere. In quel momento non si sarebbe potuto prevedere che proprio nel 2020 gli infermieri e tutti i professionisti della sanità avrebbero avuto un ruolo fondamentale, e che i principi descritti per la prima volta da Florence Nightingale sarebbero stati di primaria importanza nella gestione della pandemia. Per celebrare ulteriormente questa eccezionale figura e la rilevanza del suo lavoro, il sistema sanitario nazionale britannico (NHS) decise di intitolare a Florence Nightingale gli ospedali di emergenza allestiti durante i primi mesi della pandemia per fronteggiare l’elevato numero di ricoveri.

Quasi 170 anni dopo la pubblicazione degli scritti di Nightingale, che ignorava cosa fosse un virus, ci siamo ritrovati ad applicare quotidianamente i concetti da lei postulati: lavarsi le mani, evitare sovraffollamenti, ventilare i locali.

Campagna dell’NHS per prevenire la diffusione del SARS-CoV-2 (2021)

Immagine principale: Diagramma di Florence Nightingale, Dominio Pubblico, tramite Wikimedia Commons

Bibliografia

Notes on Nursing for the Labouring Classes, Florence Nightingale; Harrison 18684

Notes on Hospitals, Florence Nightingale; Longman, Roberts, and Green 1863

Florence Nightingale’s Environmental Theory and its influence on contemporary infection control, Gilbert HA, Collegian 2020 https://10.1016/j.collegn.2020.09.006

Florence Nightingale’s lasting legacy for health care, Tye J, Nurse Leader 2020 https://doi.org/10.1016/j.mnl.2020.03.023

The art of medicine. Celebrating Florence Nightingale’s bicentenary, McEnroe N, The Lancet 2020 https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30992-2

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