Il Virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus)

Nota dell’autrice: questo articolo è stato pubblicato per la prima volta il 15/09/2020; ultimo aggiornamento: 28/07/2025.

Che cos’è il Virus del Nilo Occidentale e dove è diffuso?

Il Virus del Nilo Occidentale, o West Nile Virus (WNV), nonostante abbia un nome esotico, è ormai di casa anche in Europa. Nel 2025 sono stati riportati casi in Grecia, Romania e Italia, con casi recenti in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Inizialmente era presente in Africa (fu isolato nel 1937 in Uganda nella regione del Nilo Occidentale), da cui si diffuse in parte dell’Europa, Medio Oriente, Asia Occidentale e Australia, seguendo le rotte degli uccelli migratori. Nel 1999 raggiunse New York e da allora si è esteso a tutto il Nord America e in Venezuela, diventando l’arbovirus più diffuso al mondo. La diffusione del WNV in nuove aree è stata facilitata dal trasporto (non intenzionale) di insetti vettori con navi e aerei, da attività umane come urbanizzazione e irrigazione dei campi, e da cambiamenti climatici (variazioni di temperatura e precipitazioni atmosferiche) che hanno favorito la proliferazione delle zanzare.

In quale periodo dell’anno si diffonde il virus del Nilo Occidentale?

La diffusione del virus avviene quando le zanzare sono attive (primavera-estate), e di conseguenza i casi di infezione nell’uomo e nei cavalli nell’emisfero Boreale vengono registrate prevalentemente tra luglio e settembre.

Come si trasmette il virus del Nilo Occidentale?

Il virus West Nile è un arbovirus (arthropode borne virus) trasmesso dalla zanzara comune (Culex pipiens). Il virus circola trasportato dalle zanzare (che ne sono i vettori) e montiplicandosi negli uccelli selvatici che ne costituiscono il serbatoio. Questa modalità di circolazione è detta ciclo enzootico.

Il virus viene trasmesso agli uccelli selvatici tramite punture di zanzara, e occasionalmente può infettare equini e uomo (più raramente anche altri mammiferi) se questi vengono punti da una zanzara portatrice del virus: si tratta quindi di un virus zoonotico, cioè trasmesso dagli animali all’uomo. Questo virus non sembra causare nessuna malattia negli insetti.

Gli uccelli vengono infettati facilmente dal virus West Nile e ne sono il serbatoio naturale consentendone un’efficiente replicazione, mentre equini e umani sono considerati ospiti occasionali; questi ultimi non contribuiscono alla diffusione del virus in quanto il numero di particelle virali nel sangue (viremia) resta basso. Negli ultimi 20 anni è stato registrato un aumento delle infezioni negli ospiti occasionali.

Il ciclo di trasmissione del Virus del Nilo Occidentale. Immagine creata su BioRender.com da Carla Usai

Come fanno le zanzare a trasmettere il virus West Nile?

Le zanzare si infettano nutrendosi del sangue di un volatile infetto. Il virus raggiunge così le ghiandole salivari della zanzara, e può essere successivamente iniettato in un altro ospite, dove può moltiplicarsi e in alcuni casi causare la malattia.

Per nutrirsi del sangue di un vertebrato, le zanzare iniettano nei vasi sanguigni della vittima un po’ di saliva che, oltre ad avere proprietà anticoagulanti, contiene delle sostanze che inibiscono alcune cellule del sistema immunitario (i linfociti T), facilitando così la diffusione del virus.

Le persone infettate dal virus West Nile sono contagiose?

Gli esseri umani che hanno contratto WNV non sono direttamente contagiosi, ma il virus può essere trasmesso tramite trasfusioni di sangue o trapianto di organi (i donatori di sangue vengono testati per la presenza del virus e non è permessa la donazione nei primi 28 giorni al ritorno da zone in cui il virus è endemico). È stato registrato un solo caso di trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza e un solo caso di contagio tramite latte materno.

Esiste invece la possibilità di contagio diretto tra volatili senza l’intervento di insetti vettori.

Quali cellule vengono colpite dal virus West Nile?

Inizialmente il WNV infetta le cellule dell’epidermide (cheratinociti), e le cellule del sistema immunitario associate alla pelle (macrofagi e cellule di Langerhans). Mentre i macrofagi sono in grado di eliminare il virus, le cellule di Langerhans infettate lo trasportano ai linfonodi, da cui può diffondersi ad altri organi e infettare altri tipi di cellule.

Che malattia causa il virus West Nile?

La maggior parte delle infezioni nell’uomo è asintomatica, mentre circa il 20% delle infezioni causa la Febbre del Nilo Occidentale (West Nile FeverWNF). In meno dell’1% dei casi il virus raggiunge le cellule del Sistema Nervoso Centrale causando la Malattia Neuroinvasiva del Nilo Occidentale (West Nile Neuroinvasive Disease, WNND); ciò avviene solitamente in individui anziani, immunocompromessi, o debilitati da altre patologie.

Quali sono i sintomi di un’infezione da virus West Nile?

La Febbre del Nilo Occidentale (WNF) è caratterizzata dall’improvvisa comparsa di sintomi come mal di testa, malessere, dolori muscolari e agli occhi, vomito, febbre, itterizia (colorazione gialla di pelle, occhi e mucose)  ed eruzioni cutanee. Di solito i sintomi passano nell’arco di una settimana, ma in alcuni casi possono durare fino ad alcuni mesi e richiedere il ricovero.

La Malattia Neuroinvasiva del Nilo Occidentale (WNND) invece, può causare meningite, encefalite, paralisi flaccida o una combinazione di queste manifestazioni, e portare a morte nel 17% dei casi.

Anche nei cavalli l’infezione è solitamente asintomatica, ma nel 10% dei casi gli animali mostrano difficoltà nei movimenti fino alla totale incapacità di sollevarsi sulle zampe, fino al sopraggiungere della morte.

Come ci si difende dal virus West Nile?

Al momento non esiste un vaccino ad uso umano (ma è disponibile un vaccino per i cavalli), e non esiste una cura specifica per contrastare questa infezione.

Per tenere sotto controllo la propagazione del virus ed evitare l’infezione, è possibile agire su più fronti:

  • screening dei donatori di sangue e organi per evitare la trasmissione tramite sangue e organi infetti
  • monitoraggio degli animali serbatoio per individuare la presenza del virus sul territorio
  • riduzione delle zone di acque stagnanti che ospitano le larve delle zanzare
  • uso di repellenti e zanzariere per ridurre la possibilità di entrare in contatto con zanzare adulte infette.

Come è fatto il Virus del Nilo Occidentale?

La particella virale è di sferica con un diametro di circa 50 nanometri (= 50 miliardesimi di metro, o 50 milionesimi di millimetro). WNV appartiene alla famiglia dei Flaviviridae, come il virus dell’epatite C (HCV) e il virus Zika; il suo genoma a RNA codifica per 10 proteine ed è racchiuso in un rivestimento proteico (capside) circondato a sua volta da una membrana lipidica.

Esistono 8 tipi diversi di WNV (genotipi) esistenti in natura, ma i genotipi 1 e 2 causano una malattia nell’uomo.

Bibliografia

Habarugira G. West Nile Virus: An Update on Pathobiology, Epidemiology, Diagnostics, Control and “One Health” Implications. Pathogens. 2020. https://www.mdpi.com/2076-0817/9/7/589

Istituto Superiore di Sanità (ISS). Febbre West Nile – News. Epicentro. Consultato il 28 luglio 2025. https://www.epicentro.iss.it/westnile/aggiornamenti

World Health Organisation. West Nile virus. Consultato il 28 luglio 2025. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/west-nile-virus

European Centre for Disease Control and Prevention. Factsheet about West Nile virus infection. Consultato il 28 luglio 2025. https://www.ecdc.europa.eu/en/west-nile-fever/facts

European Centre for Disease Control and Prevention. Weekly updates: 2025 West Nile virus transmission season. July 28, 2025. Consultato il 28 luglio 2025. https://www.ecdc.europa.eu/en/west-nile-fever/surveillance-and-disease-data/disease-data-ecdc

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